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Audio McIntosh e Grateful Dead: la storia del Wall of Sound

Audio McIntosh e Grateful Dead: la storia del Wall of Sound

Categoria : McIntosh

Quando l'audio Mcintosh incontrò i Grateful Dead e il Wall of Sound

Il 23 marzo 1974 non è una data qualsiasi. In quell’occasione, gli amplificatori audio McIntosh diedero vita a uno spettacolo musicale unico nel suo genere, destinato a passare alla storia.

Dall’unione tra l’azienda newyorchese e i Grateful Dead nacque il celebre Wall of Sound, una vera e propria parete di diffusori e speaker che spinsero in maniera eccezionale l’esibizione del gruppo di “Lesh” Chapman. Un episodio destinato a trovare pochi altri termini di paragone nella storia della musica, tanto breve quanto intenso. In tutto questo, McIntosh giocò un ruolo chiave, con apparecchi destinati a entrare nel mito e che rivivono ancora oggi grazie a soluzioni tecniche innovative.
un muro di amplificatori audio, concetto reso noto da McIntosh
diffusori e amplificatori creano un vero e proprio muro sonoro

La magia dell’audio McIntosh per i Grateful Dead

Il periodo della cosiddetta Summer of Love, da datare all’incirca tra il 1965 e il 1968, fu ricco di cambiamenti e sussulti. Sul piano sociale, certamente, con il consolidamento del movimento hippy. Ma anche su quello musicale. Proprio i Grateful Dead furono tra i protagonisti di quel periodo, con esibizioni leggendarie al Monterey Pop Festival, o sul campo di polo vicino al Golden Gate Park di San Francisco.

Ma il gruppo voleva spingersi fino a entrare in una nuova dimensione musicale. L’unico modo per poterlo fare era trovare una innovativa tecnica di amplificazione dal vivo. All’epoca, chi voleva costruire un grande impianto audio per i propri concerti aveva un termine di paragone ben chiaro: Woodstock. Il grande evento di Bethel del 1968, rivelatosi un successo, aveva dimostrato a tutti che era possibile amplificare una grande area, anche con altezze differenti, in maniera efficace.
Di chi erano gli amplificatori che spinsero il sistema audio di Woostock? Semplice, di McIntosh. Per questo motivo, fu quasi naturale per i Grateful Dead affidarsi alla casa di Binghamton.

Il mitico McIntosh MC 2300, il Bud Man Amp dei Grateful Dead
un primo piano del McIntosh MC 2300

Cos’è il Wall of Sound e come è stato creato

I Grateful Dead erano apprezzati soprattutto per le loro esibizioni dal vivo. C’era un problema, però. Il sound dei loro concerti, a detta degli stessi interessati, non era all’altezza. È da qui che si arrivò alla realizzazione del Wall of Sound, un vero e proprio muro di amplificatori progettato dagli studi Alembic Inc. I numeri erano senza precedenti. Un sistema di 28 amplificatori McIntosh si ergeva alle spalle dei musicisti, che gestivano con i loro strumenti ben 28mila watt di potenza. La configurazione dell’impianto era semplicemente incredibile. I sottosistemi di amplificazione indipendenti erano 11. Ogni singolo strumento aveva un proprio canale dedicato, con tanto di casse separate.

Lesh, ovviamente, ricevette un trattamento di favore. Ogni corda del suo basso disponeva di un canale separato. La stessa cosa avveniva per la batteria di Bill Kreutzmann. Non era semplice vanità. Separando i canali in maniera estrema, si evitavano le distorsioni e il pericolo di intermodulazione. L’obiettivo, oltre a quello di regalare una performance sonora potente, era anche quello di offrire qualità. Il Wall of Sound, in altre parole, doveva essere un sistema di monitor da palco, dotato di una dinamica in grado di esaltare tutte le frequenze, senza coprire determinate aree della gamma.
Questo voleva dire anche evitare qualsiasi tipo di feedback o eco. Per evitare ciò, fu progettato uno speciale sistema di microfoni. Ogni cantante disponeva di una coppia di ricevitori fuori fase posti a una distanza di 60 mm. La voce era incanalata nel primo microfono, mentre tutti gli altri segnali (ovvero il suono proveniente dagli amplificatori), venivano eliminati.

Quali apparecchi audio McIntosh furono utilizzati?

Il Wall of Sound è materiale da leggenda. Per questo, non sorprende abbia trovato spazio nel mitico Rock and Roll Hall of Fame and Museum di Cleveland, negli Stati Uniti. In questo breve video, Howard Kramer, direttore del museo fino al 2018, parla proprio del grande sistema audio McIntosh:

Si scopre così che uno degli amplificatori più utilizzati nel grande sistema impiegato dai Grateful Dead era il modello MC 2300, il “Bud Amp Man” di Jerry Garcia, chitarrista solista del gruppo. Si trattava di un amplificatore a stato solido commercializzato tra il 1971 e il 1980. Capace di offrire 300 W per canale stereo, o 600 W monoblocco, garantiva una distorsione minima, e perciò poteva essere utilizzato anche in grandi configurazioni senza il pericolo di disturbi o problemi tecnici. Nel Wall of Sound, questo iconico apparecchio pilotava diffusori JBL ed Electrovoice.

L’amore per l’audio McIntosh va oltre la fine del Wall of Sound

La storia del Wall of Sound fu tanto intensa quanto breve. Questo sistema di amplificazione dotato di apparecchi audio McIntosh fu utilizzato dal marzo all’ottobre del 1974, quando venne smantellato perché ritenuto poco pratico. Tuttavia, alcuni membri del gruppo, primo tra tutti Jerry Garcia, continuarono a utilizzare i dispositivi della casa newyorkese, come il già citato MC 2300. Anche Bob Weir, voce storica del gruppo, si affida ancora oggi ai prodotti del brand.
I “discendenti” diretti di questo fantastico amplificatore furono l’MC 2500, venduto fino al 1990, e l’MC 2600, disponibile fino al 1995.

Prima di chiudere, vogliamo lasciarvi con questo breve video di Scott Strandberg, dove è possibile apprezzare la ricostruzione 3D del Wall of Sound:

Conoscevate la storia del muro del suono dei Grateful Dead?

 

le immagini utilizzate in questo articolo:

"Grateful Dead" by Mexicaans fotomagazijn is licensed under CC BY-NC 2.0
"File:Mcintosh MC-2300 Front.jpg" by Awgrasso is licensed under CC BY-SA 4.0
"10.04.2012" by isar21 is licensed under CC BY-NC-ND 2.0
"1993-06-26_dead.jpg" by kirklimon is licensed under CC BY-NC-SA 2.0

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