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Amplificatore McIntosh: i segreti e le caratteristiche uniche

Amplificatore McIntosh: i segreti e le caratteristiche uniche

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I segreti e le caratteristiche di un amplificatore McIntosh

Ogni amplificatore McIntosh è un pezzo unico. E non perché differisca nelle prestazioni, nella dinamica o nella timbrica. Tutt’altro. Il suono che si ottiene dagli apparecchi della casa di Binghamton è dolce, con alti morbidi e sempre misurati.
Quello che rende particolarmente originale ogni pezzo McIntosh è il suo stile, orgogliosamente vintage, e la cura messa nell’assemblaggio di ogni dettaglio.
Oggi vogliamo approfondire proprio come nasce un amplificatore del brand americano, cercando di capire quali sono i segreti e le caratteristiche di vere e proprie icone dell’alta fedeltà.

un particolare del frontale dell'ampli di potenza MC 601
un particolare del frontale dell'ampli di potenza MC 601

Come nasce un amplificatore McIntosh

Nella sua idea di fondo, McIntosh è una compagnia integrata verticalmente. Questo significa che i processi principali di produzione e assemblaggio vengono effettuati internamente all’azienda. Non è una cosa banale, soprattutto per il mercato americano. Molti altri brand, infatti, scelgono di esternalizzare alcune fasi di creazione dei prodotti, alla ricerca di possibili risparmi.
Non è così nel caso della compagnia dei VU meter blu. E la sua dimensione puramente artigianale, ma non per questo antiquata, costituisce un punto di forza evidente.

La creazione di un amplificatore nasce dalla lavorazione delle schede elettroniche, che vengono sottoposte a un trattamento di stampa serigrafica a base di pasta per saldature. Questa presenta la consistenza di un comune dentifricio, e quando viene a contatto con la scheda viene riscaldata, e successivamente liquefatta. Quando si raffredda, va a combaciare con i profili della scheda elettronica, in modo da saldare tutte le componenti coinvolte.
Si passa poi al trattamento delle parti esterne, ovvero del cabinet in metallo. È una fase estremamente delicata. La struttura, infatti, corrisponde a circa un terzo del costo dell’intero amplificatore, e perciò va trattata con particolare cura.
Il telaio viene dipinto con il classico nero McIntosh. Le componenti vengono appese su nastri trasportatori lunghi oltre 130 metri. Gli addetti alla colorazione scelgono, a seconda dei casi, se utilizzare l’aerografo o dipingere a mano il tutto.

le schede elettroniche degli amplificatori
le schede elettroniche degli amplificatori

L’assemblaggio delle componenti interne degli ampli

Tornando alle componenti interne dell’amplificatore, un’altra fase particolarmente interessante è quella della disposizione dei trasformatori di uscita. La collocazione sulle bobine viene eseguita interamente a mano, e ogni modello pertanto è diverso dall’altro. Come è possibile capire, allora, il corretto grado di avvolgimento? Semplice: sono gli addetti alla produzione, grazie a esperienza e sensibilità fuori dal comune, a comprendere quando è giunto il tempo di fermarsi. I trasformatori, poi, vengono inseriti nel loro alloggiamento di alluminio, e fissati con una colata di catrame. Nessun silicone o altri materiali sintetici: puro e semplice catrame.

Passando alle parti esterne, è particolarmente interessante capire come si arriva al taglio del vetro, che poi viene fissato sulla parte frontale di ogni amplificatore McIntosh che si rispetti. I fori, che corrispondono alle manopole analogiche e agli altri comandi, vengono ottenuti grazie a un getto d’acqua ad altissima pressione.
Dopo questo procedimento, la parte in vetro e il frontale in metallo vengono pressate, in modo da essere unite in maniera indissolubile.

La fase finale della produzione: test e verifiche continue

La parte finale dell’assemblaggio degli amplificatori McIntosh si divide in due parti. Un primo team provvede a montare lo chassis nella sua interezza. Il secondo si occupa dei dettagli, anche estetici, che rendono unici i prodotti dell’azienda.

A tutto ciò segue la fase di test. Preamplificatori, home theater, diffusori o meccaniche di lettura vengono testati singolarmente prima di essere immessi sul mercato. Per essere certi di aver ottenuto l’esatta resa sonora ricercata, vengono eseguite verifiche all’interno di apposite camere anecoiche. Queste stanze eliminano ogni influenza sonora esterna, e consentono davvero di comprendere la timbrica e la dinamica che gli amplificatori riescono a regalare a diffusori e speaker. Una risposta che deve essere la più piatta possibile, per permettere a ogni traccia audio di esprimere il proprio potenziale, così come è stata pensata in fase di mixaggio e produzione.

i trasformatori d'uscita del modello MA 8900
i trasformatori d'uscita del modello MA 8900

Un esempio d’eccezione: l’ampli integrato MA 9000

L’ampli integrato MA 9000 è uno dei tanti prodotti d’eccellenza di McIntosh. Guardandolo, è possibile osservare tutti i dettagli del processo di produzione appena descritto.

Il telaio è davvero massiccio, con oltre 45 kg di peso. La parte frontale è lucida, merito del pannello di vetro pressato sul frontale in metallo. Al suo interno trovano spazio gli esclusivi dissipatori Monogrammed Heatsinks, oltre che ingressi bilanciati e pre phono per giradischi con testine MM ed MC. La potenza per canale è di 300 W.
Oltre alle caratteristiche tecniche, quello che traspare è un senso di potenza che però non straborda mai, non è mai eccessivo. Pensare che ogni esemplare di questo ampli integrato sia progettato in maniera artigianale, non fa che aumentare il suo fascino. E del resto, è un discorso che si applica a tutti i prodotti della casa newyorkese.

il logo dell'amplificatore MC 402
il logo dell'amplificatore MC 402

Conoscevate la procedura di produzione degli amplificatori McIntosh?

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